manifesto di "gamberi - festival delle acque"

Noi Cittadini/e di Ponte Arche e della Judicaria, consapevoli dell’importanza del momento storico, caratterizzato da una crisi ambientale-climatica ed economica di dimensioni globali, vogliamo affermare le parole riassunte in questo manifesto, che è alla base di una nuova esperienza nelle nostre vite.

“Siamo tutti composti d’acqua.  Di acqua è formato in prevalenza il nostro mondo, il Pianeta Blu, e senza l’acqua non ci sarebbe vita sulla Terra. D’acqua è composta la nostra Valle. Le sue rocce si sono formate in un mare caldo, giganti di acqua ghiacciata ne hanno modellato le forme, piogge torrenziali l’hanno dilavata accumulando profondi depositi e fiumi impetuosi l’hanno solcata per offrirci oggi un paesaggio unico ed irripetibile, coltivato nei secoli da generazioni di giardinieri: un ecomuseo, riconosciuto “Biosfera UNESCO”.

Siamo nati e viviamo lungo le rive di alcuni fiumi. Il maggiore è la Sarca, oggi anche Parco fluviale. In un luogo che si chiama “Ponte”: e il ponte è l’opera che l’uomo ha edificato per creare incontri, rapporti, scambi e condivisioni. Le nostre vite sono dunque caratterizzate dalla coesistenza con l’acqua: quella che ci scorre al fianco; quella che abbiamo usato per irrigare i campi, abbeverare gli animali, muovere le attività umane e che anche oggi genera l’energia che consumiamo; ma pure quella che ricaviamo da sorgenti straordinarie, come la preziosa acqua termale di Comano, da cui  dipendono anche i nostri destini economici e turistici.

Siamo consapevoli che in tutte le civiltà, in tutte le religioni, a tutte le latitudini l’acqua, nelle sue diverse forme – dalle nuvole ai fiumi, dai ghiacciai agli oceani, dalle sorgenti alle paludi – è sempre stata considerata qualcosa di divino, di prezioso, di inestimabile e quindi di incorruttibile. Ma nonostante ciò, in tutto il mondo l’acqua – o sarebbe meglio dire “le acque” – è ancora usata male, inquinata, maltrattata. L’abbiamo riempita di plastiche, liquami e pesticidi. Ne stiamo esaurendo le risorse viventi. Senza considerare che, in adeguate qualità igienico-sanitarie, manca ancora a miliardi di persone. E che quando viene bistrattata, mal gestita o non considerata può anche scatenare alluvioni e distruzioni.

Non è più tempo di rinviare. Qui ed ora a ciascuno spetta il compito di riconoscere il valore di questo “bene pubblico” e di comportarsi di conseguenza, in qualità di cittadino, di studente o lavoratore, di amministratore, di imprenditore. A prescindere dall’età anagrafica. Dobbiamo parlare dell’acqua. Per promuoverne ogni giorno il dovuto rispetto. Per realizzare momenti di comunione e di riflessione. 

E’ il tempo di una nuova conversione, che contribuisca a far comprendere a tutti, attraverso l’incontro, con il coinvolgimento delle arti, delle scienze e delle professioni, l’importanza di questo dono assoluto che abbiamo ricevuto dalla Natura e dai nostri antenati. Per trasmetterlo, possibilmente migliorato, alle future generazioni.

E’ il tempo di un nuovo appuntamento, presso le acque sorgenti e fluenti, per portare miglioramenti permanenti nella gestione del patrimonio idrico. Per ascoltare, discutere e progettare; per portare il mondo nella nostra piccola valle ed i nostri pensieri aldilà delle montagne. Ci rivolgiamo ai residenti tutto l’anno, ma anche ai “residenti temporanei”, cioè ai turisti ed ai visitatori in transito, che noi accogliamo sempre con piacere. Lo vogliamo fare, divertendoci,  in luoghi ed in modalità anche “non convenzionali”, dove l’acqua sia presente, ci possa parlare. Nel modo tipico delle nostre valli, che è quello cooperativo, della partecipazione attiva e del coinvolgimento di tutte le persone.

E’ questo il tempo del “Festival delle Acque a Comano”, il tempo di “GAMBERI”.

 

Manifesto scritto e condiviso a Ponte Arche, presso le Terme di Comano, lungo le rive della Sarca, in una fresca serata di settembre del 2022.